Proprietà condivisa dell’auto da Marx ai “Pronipoti”.

Dall’arrivo del car sharing ho capito che alcuni sogni grazie alle innovazioni tecnologiche si possono avverare. Insomma guardare i i cartoni animati  dei Pronipoti (i Jetson nella versione originale) non è stato un esercizio vano.

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Ma ora da un lato mi sembra che ce ne siano anche troppi. L’ultimo DriveNow, che propone macchine fighe ma ingombranti e complicate da guidare per chi in città deve solo spostarsi e non esibire uno status, mi sembra più un’operazione di Marketing della Bmw che un vero servizio a disposizione di cittadini evoluti e di città che cercano soluzioni  al congestionamento del traffico. Inoltre, ho avuto modo di sperimentare che in altre grandi città, a Madrid ad esempio, Car2go ha già messo in campo una flotta elettrica che da noi ce la sogniamo e che ci riporta sempre un pelo dietro. Ma ora una vera evoluzione del car sharing dove potremo ritrovare un vero vantaggio per tutti arriva proprio dall’Italia. L’ idea è quella messo a punto da  Auting,  la piattaforma che partirà dal 1 gennaio 2017 a Bologna, Milano, Torino e Rimini dove i  proprietari di un’automobile che resta troppo ferma potranno “prestarla” a chi ne ha bisogno. Effettivamente la nostra auto di famiglia viene usata forse una volta ogni 15 giorni, così come quella delle persone che conosco e che vivono all’interno della terza circonvallazione a Milano. Ma il vero salto sarà quello di separarci psicologicamente dal bene che nella mentalità italiana è considerato una parte del nostro corpo e della nostra identità sociale: la macchina. Io sono pronta da sempre e non vedo l’ora. Voi?

EidosTweet: toglietemi tutto ma non la mia macchina.

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