Giocare, cantare, postare, ta ta, ta rarà…

E’ l’ultima sfida di FB arrivata in Italia e non si capisce se ci si fa più notare accettandola o meno. Si tratta di #sfidaccettata. l’ ennesima catena, in cui ci si passa l’incarico di pubblicare una foto di se giovane e bello. Successo  garantito da due elementi che su FB funzionano al massimo. Da un lato il gioco, come quando si era piccoli, Strega comanda colore, Mondo, insomma uno di quei giochi in cui ci si passava qualcosa, un ruolo, un incarico, e anche la sfiga attraverso Suore o macchine gialle. Dall’altra la nostalgia di quando eravamo giovani e belli. Che su FB attanaglia tutti senza salvezza.

Il tutto in origine, pare sia partito ad agosto dall’India per sostenere una buona causa, la lotta ai tumori. Ma in tutto questo cosa c’entri il tumore io faccio davvero fatica a capirlo. Anzi lo trovo particolarmente cinico. Meglio di me cerca di spiegarlo questo articolo della Stampa ma non ne ho capto comunque molto .

Il punto è che c’è un lato infantile del web che mi colpisce, è come persone adulte, serie si trasformino nei ragazze che erano a scuola, al calcetto, in comitiva  attingendo al nostro parco giochi 2.0, il nostro paradiso perduto digitale, dove possiamo fare liberamente cose che non avremmo mai fatto in prima persona  ma che ci fanno sentire giovani e spensierati per sempre, o in alternativa incazzati a morte.

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In questo filone rientrano tutte una serie di applicazioni, social network dove si gioca con amici e sconosciuti condividendo le  passioni più giocose come anche questo social media: Sing Karaoke. Dove chi ama cantare lo può fare dal segreto della sua stanzetta in coppia con qualcuno che sta nella sua stanzetta dall’altra parte del mondo o dietro l’angolo. Si propone un brano, si invita qualcuno a cantare e via di duetto. Io l’ho visto fare a persone insospettabili trasformate all’occasione in Carmen Consoli e Tiziano e Ferro. Anzi meglio. Ci stiamo rincitrullendo? Un po’ qual tanto che basta.

 

 

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