L’Italia è magnifica, ma Alberto Angela un po’ di più

C’è chi lo vorrebbe sposare. Chi starebbe giorni interi ad ascoltarlo senza stancarsi. Chi vorrebbe candidarlo come premier per le prossime e elezioni e chi, infine, intende lanciare una petizione per dichiararlo patrimonio dell’Unesco. Alberto Angela mette d’accordo davvero tutti. Che fosse superbo nel raccontare la storia e i monumenti del nostro Paese non è certo una scoperta. Ma il successo travolgente di “Meraviglie d’Italia” lo sta consacrando come star ecumenica, trans-generazionale, persino iconica (leggi sexy). Un one man show capace di stravincere da solo la battaglia degli ascolti (5 milioni 823mila spettatori e il 23.81% di share nella terza puntata). D’altronde, quando usi lo “stupefacente” linguaggio universale della bellezza puoi parlare e coinvolgere tutti. Anche i più giovani.

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Pensavamo di essere di fronte alla rivincita della cultura nei confronti del trash, ma dando un occhio al social buzz di questi giorni (132mila interazioni solo per la scorsa puntata) attorno a “Meraviglie d’Italia”, siamo arrivati a una conclusione: sì il racconto della bellezza paesaggistica e monumentale del nostro Paese affascina e ci rende orgogliosi di essere italiani, sì l’approfondimento culturale tira e ci fa stare bene con la coscienza rispetto a guardare il Grande Fratello, ma il medium (e quindi il messaggio) è stato Alberto Angela. McLuhan beccati questa:

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Ultima considerazione: il connubbio tv-Twitter si conferma vincente e strategico. Perché di “Meraviglie d’Italia” abbiamo letto sui vari portali, anche un po’ su Facebook, ma è stato soprattutto l’hashtag #meraviglie in trend topic tutti i giovedì della programmazione su Twitter ad aver acceso i fari sulla trasmissione, facendola diventare un fenomeno social.

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