Non disturbare il cane che dorme: Facebook e Twitter finalmente mettono un freno al trolling

Alzi la mano chi non ha mai avuto a che fare un troll! No, non mi so riferendo a quelle figure deformi della mitologia scandinava che si trasformano in pietra se colpiti dalla luce, ma a quella particolare categoria di disturbatori per professione sui social.

Nel gergo di Internet e in particolare delle comunità virtuali, un troll è una persona che interagisce con altri utenti tramite messaggi provocatori, irritanti o semplicemente senza senso per il solo gusto di disturbare la comunicazione, fomentare gli animi e, nei casi peggiori, scatenare liti e minacciare.

Queste dinamiche non sono certo passate inosservate ai due big Facebook e Twitter i quali, cercando di non danneggiare troppo i loro interessi hanno cercato in questi giorni di prendere provvedimenti per rendere meno sgradevole (e pericolosa) la vita sui social. E, per una volta, hanno agito simultaneamente.

La novità nell’approccio di Twitter è quello di segnalare automaticamente le risposte ai tweet che allontanano il focus della discussione dall’argomento per cui era nata, senza bisogno che sia un utente a denunciare il troll. I modi in cui questo avviene sono diversi: un utente molesto può essere individuato se non verifica il suo indirizzo email, se la stessa persona si logga su più account diversi, se menziona ripetutamente account che non lo seguono… In sintesi, un ampio ventaglio di possibilità.

Il colosso di Menlo Park, invece, dopo un’analisi capillare di 1,5 miliardi di account e post (dati del Guardian), ha deciso di chiudere 583 milioni di profili fake e di eliminare 837 milioni di contenuti spam. Sono numeri significativi che, agendo come cartina tornasole, illustrano la portata di questo fastidiosissimo fenomeno.

Mi rendo conto che questa è una battaglia molto difficile da vincere , soprattutto per le tecniche sempre più sofisticate-adottate dai troll- per aggirare i meccanismi di individuazione automatica. La direzione presa da Facebook e Twitter è quella giusta, confidando che venga mantenuta anche in futuro.

Eidostweet: Nessuna pietà per troll e fake news.. ben venga il giro di vite di Facebook e Twitter!

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