#SAVEYOURINTERNET: DOPO LA RIVOLUZIONE SULLA PRIVACY, SARÀ LA VOLTA DEL COPYRIGHT?

Dopo lo tsunami GDPR, una nuova onda sta per colpire la normativa europea sul diritto digitale.

Il prossimo 20 Giugno arriverà infatti in Commissione Affari Legali del Parlamento Europeo il pacchetto sulle nuove direttive riguardanti il copyright europeo.

Sviscerarlo nel dettaglio è impossibile, come potete immaginare, ma voglio soffermarmi su due articoli, molto criticati, che penso meritino un approfondimento.

 Articolo 11. Ribattezzato anche “ la tassa sui link” perché pensata per proteggere i giornali e i loro contenuti quando vengono postati online. Molto spesso, infatti, blog e siti di dubbia qualità copia-incollano articoli postandoli nella loro interezza sulle loro piattaforme – senza neanche citare la fonte – cercando di guadagnarci attraverso le pubblicità.

La link tax è quindi una sorta di licenza che chiunque voglia utilizzare anche solo una parte dell’articolo dovrà richiederla al giornale in questione che ne detiene i diritti.

Articolo 13 . Questa legge è pensata per proteggere i detentori dei contenuti multimediali dall’illecita condivisione online da parte di terzi nel caso in cui questi ultimi ci monetizzino su. L’esempio più banale è quello dell’utente che ricarica integralmente su Youtube i film in versione integrale inserendovi delle pubblicità.

Questa legge obbliga quindi le società a filtrare attraverso complessi sistemi di intelligenza artificiale tutti i contenuti postati online dagli utenti per verificare eventuali violazioni di copyright infringement.

Ora, i diritti d’autore sono importanti perché necessari per stimolare l’innovazione in tutti i campi e settori. Inoltre, tutelano giustamente la creatività e il talento delle persone che creano e producono qualcosa- indipendentemente che si parli di contenuto o meno- nelle forme più ampie del termine. Pensiamo, ad esempio, all’importanza dei brevetti scientifici.

C’è un aspetto di questi due articoli che mi spaventa molto: la loro formulazione.

Questi, infatti, sono stati pensati in modo così da ampio da non prevedere esenzioni o casi in cui la norma non può essere applicata, come ad esempio la satira o la critica.

Inoltre, questa vaghezza lascerebbe ai grandi player del mercato un grande potere di censura anche senza giustificato motivo.

Il diritto d’autore deve essere tutelato, ma non deve sconfinare nella soppressione della libertà personale o di espressione.

EidosTweet: #saveyourinternet non è un grido di aiuto, ma una necessità.

 

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