#BLACKDAYS: PERCHÉ WIKIPEDIA SI È OSCURATA

Non è una protesta passata in sordina: Wikipedia Italia è irraggiungibile da qualche giorno. Da martedì 3 luglio, infatti, il sito si è fermato per protestare contro la Direttiva sul copyright oggi al voto al Parlamento Europeo.

Sulla homepage dell’enciclopedia online più famosa di sempre campeggiano un banner e un testo sulla difesa della libertà di espressione sul web, chiedendo ai Deputati e alle Deputate di respingere il testo attuale e riaprire la discussione. Se la proposta fosse approvata, infatti, Wikipedia rischierebbe di chiudere.

L’articolo più criticato è il numero 13, “Utilizzo di contenuti protetti da parte di prestatori di servizi della società dell’informazione che memorizzano e danno accesso a grandi quantità di opere e altro materiali caricato dagli utenti.” 

Questa norma stabilisce che si dovrebbe regolamentare a priori il rapporto tra colui che detiene il copyright su quel contenuto e il gestore della piattaforma ed essendo il sistema di Wikipedia interamente basato su fonti e link rimandanti ad articoli principalmente di giornali online, è facile capire come e quanto questa nuova direttiva sarebbe letale per la piattaforma e non solo.

Di copyright e diritti se ne parla da mesi, ma è un discorso passato in sordina e che pochi hanno affrontato. Era necessario l’intervento di una realtà come Wikipedia, forse troppo in ritardo e a ridosso del voto, per svegliare le coscienze.

Non si può negare che questa protesta, silenziosa e potente, abbia avuto i suoi effetti perché questo tema ora campeggia sulle prime pagine di tutti i giornali.

La presa di posizione di Wikipedia è coraggiosa e va ammirata, perché a oggi è stata l’unica grande realtà ad opporsi. Va detto che, se questa direttiva fosse approvata, centinaia di siti e piattaforme ne sarebbero altrettanto colpiti ma nessuno si è mosso.

Oggi più che mai abbiamo bisogno di coraggio, una virtù rara ma forse l’unica in grado di cambiare il corso degli eventi.

Eidostweet: Ognuno ha le proprie battaglie, ma ci sono battaglie che devono essere combattute da tutti.

 

Annunci