NIKE E IL CORAGGIO DI CREDERE: LA CAMPAGNA “ BELIEVE IN SOMETHING”

Che piaccia o non piaccia, l’approccio di Nike al marketing è sempre vincente e ne abbiamo avuto di nuovo conferma.

La scorsa settimana il brand ha lanciato in America “ Believe in Something ” , una campagna audace e molto coraggiosa per celebrare il trentesimo anniversario dello storico claim “Just do it”, che ha come volto quello di Colin Kaepernick.

Ex quarterback della National Football League (NFL) , Kap è passato alla storia per essersi inginocchiato durante l’inno nazionale americano che precede l’inizio delle partite di football – il primo episodio risale al 26 agosto 2016 – in segno di protesta contro la discriminazione verso le minoranze etniche negli Stati Uniti. Questo episodio non era passato inosservato a Donald Trump, il quale aveva chiesto esplicitamente ai proprietari della NFL di lasciare in panchina tutti quei giocatori che non avessero rispettato l’inno.

Detto fatto: da quel giorno Kaepernick si è ritrovato senza lavoro ed è stato volutamente emarginato dalla NFL, senza lo straccio di un contratto.

Oggi il suo volto è in primo piano su molti dei giornali della stampa americana associato a una frase lapidaria: “Credi in qualcosa, anche se significa sacrificare tutto quanto”.

Nike, che in passato ha fatto proprie e raccontato storie di altri sportivi famosi, ha colto di nuovo nel segno dimostrando di essere un Brand che sa come comunicare al proprio target e, soprattutto, rimanere fedele alla propria identità. Le marche devono rispettare le promesse fatte, anche se questo vuol dire essere non totalmente politically correct. E il fatto che non ci sia stato alcun ritiro della campagna nonostante le pesanti critiche di Trump, non fa che rafforzare questa presa di posizione.

Sii coraggioso, fallo e basta.

Bisogna puntare in alto, anche se questo, a volte, comporta qualche rischio.

Quindi, Just do it.

EidosTweet: Non chiedetevi se i vostri sogni sono folli. Piuttosto, chiedetevi se sono folli abbastanza

 

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