DUE CUORI,UN DIVANO E UNA PARTITA: BENVENUTA SOFAN!

L’Airbnb dei tifosi, così è già stata ribattezzata.

Si chiama Sofan ed è una nuova piattaforma, tutta italiana, che consentirà di condividere il proprio salotto di casa per vedere le partite di calcio insieme ad altri appassionati.

L’idea è nata dalla (dis)avventura di tre ragazzi siciliani che, trasferitisi in Olanda, avevano trovato non poche difficoltà per assistere alle partite del Palermo.

Alla luce di questa esperienza, i ragazzi hanno deciso di provare a risolvere il bisogno di migliaia di tifosi fuori sede: trovare una soluzione economica, confortevole e familiare che permettesse comunque di gioire ( o soffrire) insieme alla propria squadra del cuore.

Detto fatto, ecco Sofan!

Utilizzare questo nuovo servizio è semplice proprio come accendere la televisione.

L’Host, la persona che ospita, segnala la disponibilità del proprio salotto per vedere insieme una determinata partita e il guest- sempre tramite Sofan- conferma la sua presenza.

Gli Host non solo avranno la possibilità di conoscere nuovi amici e tifosi con cui condividere la propria passione, ma potranno anche recuperare il costo del proprio abbonamento. Infatti, il tifoso ospitato riconoscerà al padrone di casa un piccolo fee per ringraziarlo dell’ospitalità, come ad esempio una poltrona confortevole o una bella birra ghiacciata.

Un’idea divertente e utile che cavalca la sharing economy, un’economia dove il capitale sociale e umano ha lo stesso peso di quello finanziario. Il che suona paradossale, se ci pensate un attimo: come la condivisione può coesistere con l’economia?

La risposta è semplice: nell’era digitale tutto è possibile.

È stato infatti il digital ad aver permesso la nascita di un modello economico a cui chiunque può aderire, sfruttando l’efficienza delle nuove tecnologie per ottimizzare i consumi, redistribuire la ricchezza e condividere, anche e soprattutto offline.

La sharing economy ha cambiato e continuerà a cambiare le nostre abitudini; non possiamo ancora sapere come, ma quello che è certo è che il futuro sarà sempre più digital.

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