Leggo, dunque digito: la letteratura ai tempi dei social network

Nuovi canali, strumenti e linguaggi: il libro cambia copertina e si riscopre social.

L’amore intramontabile per la lettura è infatti trasversale rispetto al semplice supporto fisico: noi ci innamoriamo di una storia, di un personaggio, non certo dello strumento che ci permette di muoverci in un universo fantastico.

I social network sono quindi un modo diverso che permette al lettore digitale sempre connesso di viaggiare in un altro mondo in ogni momento e in modo anche più immersivo e coinvolgente.

Quello che una volta era il club del giovedì sera, adesso è diventato una community di appassionati che non solo discutono tra di loro, ma si scambiano opinioni e consigli. Il digital ha proprio questo potere: mettere in connessione in tempo reale persone non fisicamente presenti all’interno dello stesso luogo portandoli a inter-agire qui e ora. Ed è, questo, uno scambio che arricchisce: una segnalazione, che diventa commento, scoperta e condivisione.

In questo contesto un ruolo importante lo hanno i book bloggers, dei veri e propri “ cacciatori” di libri, esploratori digitali alla scoperta di storie da recensire e raccontare. Francesca Crescentini – in arte Tegamini – o Veronica Giuffrè de “Il cassetto dei calzini spaiati ” ) condividono ogni giorno con migliaia di followers la loro passione, raccontando con parole loro, le storie di altri che le hanno emozionate, iniziando a scrivere in quel preciso istante un racconto tutto nuovo, inedito.

Quella che una volta era la critica letteraria delle grandi penne, adesso diventa un momento di confronto semplice, immediato e diretto.

Alla pari, perché quello che ha permesso la digitalizzazione è una riduzione di distanze e, soprattutto barriere.

Leggere oggi è più che mai un piacere e la letteratura è ancora possibile ( in versione 2.0) perché la passione per i classici, indipendentemente dal supporto utilizzato, è per sempre.

EidosTweet: “Chi non legge, a 70 anni avrà vissuto una sola vita: la propria. Chi legge avrà vissuto 5000 anni, perché la lettura è un’immortalità all’indietro” – Umberto Eco

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