MASSIMA PRIVACY, CONTENUTI A TEMPO E RESTRIZIONI: BENVENUTI NELLA SECONDA ERA DI FACEBOOK

Da social media ad esclusivo salotto digitale, dove tutto è privato ed effimero: sarà questo il futuro di Facebook?

Volendo interpretare il post non troppo enigmatico pubblicato ieri da Mark Zuckerberg, CEO & Founder della piattaforma, sembra proprio di sì.

“Credo che una piattaforma di comunicazione incentrata sulla privacy diventerà più importante delle piattaforme aperte di oggi. Il futuro della comunicazione si sposterà sempre più su servizi privati e criptati dove le persone possano sentirsi sicure che quello che si dicono l’un l’altro rimanga privato e che i loro messaggi e i loro contenuti non restino in giro per sempre”.

La volontà è chiara, dunque: implementazione della crittografia end-to-end ( ndr un sistema di comunicazione cifrata dove solo chi riceve il messaggio è in grado di leggerlo) e contenuti che scompaiono.

Dalle prime indiscrezioni, non si tratterebbe di una alternativa alle stories ma alla possibilità di cancellare permanentemente metadati e messaggi.

Anche se al momento queste sono solo congetture, quello che invece non lascia il tempo che trova è una riflessione su questa “ svolta “.

Anzitutto viene da chiedersi perché e perché proprio adesso.

È innegabile che il lungo elenco di scandali legati all’infrazione della privacy – che ha portato all’introduzione in Europa del GDPR- non abbia deposto a favore del social media. Facebook non ha, almeno al momento, una bella reputazione per quanto riguarda la creazione di sistemi informatici che proteggano la privacy ; lo stesso CEO, nonostante le buone intenzioni non è mai stato del tutto trasparente, rifiutandosi di rispondere in giudizio o omettendo delle informazioni.

I dati parlano chiaro: Facebook è sempre più una piattaforma per investitori e sempre meno appealing che tiene banco solo grazie a Instagram e a WhatsApp. Questo lento declino è costato svariati miliardi di dollari che, in una qualche maniera, vanno recuperati.

E, forse, la strada presa da Zuckerberg è quella della ricostruzione della brand reputation… sperando questa volta sia reale e non l’ennesimo bluff.

 

EidosTweet: Privacy-focused e people oriented. La seconda era è arrivata