A tutto PRIDE: il movimento LGBTQ compie cinquant’anni. Ripercorriamone la storia e il significato della bandiera

Rainbow Cake by Sonia Peronaci per Deliveroo

Orgogliosamente diversi, anche a Milano

Giugno è il Pride Month, il mese dell’orgoglio LGBTQ, delle bandiere arcobaleno sventolate per la strada e anche Milano si prepara a dire la sua con la Pride Week in programma dal 21 al 30. La bandiera più colorata di tutte impazza per la città e anche il sindaco Beppe Sala ha pubblicamente espresso il suo sostegno al Pride posando con delle calze multicolor. Uno scatto, pubblicato sulla pagina Facebook del primo cittadino, che ha ottenuto 53,543 reazioni, 3852 commenti e il triplo delle condivisioni. Anche le aziende hanno fatto sentire la loro voce: interessante la campagna di Deliveroo che anche quest’anno per l’occasione cambia nome in Deloveroo e tinge tutti i suoi social e il logo d’arcobaleno. Inoltre per celebrare il Pride propone una speciale Rainbow Cake ideata e firmata da Sonia Peronaci, celebre foodblogger, e creata in collaborazione con Pasticceria Clivati. Ma questo Pride Month 2019 segna anche i cinquant’anni dalla nascita del movimento, dalla “notte in cui i gay passarono dalla vergogna all’orgoglio”.

La nascita dell’orgoglio: no more!

Correva l’anno 1969, e nella notte tra il 27 e il 28 giugno i clienti del bar gay più famoso di New York, lo Stonewall Inn, si ribellano all’ennesimo sopruso della polizia. Quella notte i poliziotti fecero irruzione nel locale e iniziarono ad arrestare gli avventori. Non era la prima retata ai danni della comunità gay della Grande Mela, ma quella sera la gente intorno non si limitò ad assistere alla scena scuotendo la testa e al grido di “no more” iniziò la rivolta. La polizia si rifugiò nel locale in attesa di rinforzi, mentre dalla strada i protestanti non sembravano cedere. Arrivarono i rinforzi è fu la guerra in difesa dei diritti dei gay. Gli scontri si protrassero per i cinque giorni successivi, che passarono alla storia come “le cinque giornate di Stonewall”. L’anno successivo, per ricordare le cinque giornate di lotta in difesa della diversità, si organizzò una marcia per la città: nasceva così il Gay Pride.

Da otto a sei colori: nascita di un’icona

La bandiera

Per il Gay Pride di San Francisco del 1978 l’artista Gilbert Beker cucì insieme otto strisce di cotone colorate e inventò la bandiera. A ogni colore assegnò un significato:

  1. Rosa: sensualità
  2. Rosso: vita
  3. Arancione: salute
  4. Giallo: luce del sole
  5. Verde: natura
  6. Turchese: magia
  7. Blu: serenità
  8. Viola: spirito

Nella scelta dei significati Beker si fece ispirare dalla filosofia New Age, con il tempo la bandiera perse qualche tonalità. A venire meno furono il rosa e il turchese, forse perché percepiti come la versione cromatica sbiadita del rosso e del blu. La bandiera attuale è quindi composta (partendo dall’alto) dal rosso, arancione, giallo, verde, azzurro e viola. E per quanti di voi l’abbiano sempre creduta identica a quella della pace, in realtà quest’ultima ha sette colori, qui il turchese resiste, e inizia dal viola per finire con il rosso. L’originale bandiera di Baker è stata acquistata dal Moma di New York ed è esposta nella sezione design.

Per maggiori approfondimenti si rimanda a il Venerdì.

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