Personal Branding: come e perché farlo

In un mondo dominato dai social la self promotion è fondamentale

Chiunque si ritrovi sui social sa, in cuor suo, di essere esposto in una vetrina. Non solo i brand, ma anche le persone hanno necessità di mostrare il volto migliore di se stessi. Infatti non è infrequente che molte opportunità, soprattutto lavorative, passano dalla visione e analisi del profilo social di un candidato. Dunque, a conti fatti, tutti noi siamo dei brand e la strategia migliore per non perdere delle opportunità è fare del personal branding.

L’importanza dei social durante il recruiting

È innegabile che molti recruiter prendano delle decisioni in merito a un candidato anche sulla base dei suoi profili social. Il curriculum ormai non è il solo biglietto da visita, è sempre più importante curare con attenzione l’immagine che si dà di se stessi attraverso tutti i canali pubblici. Come ci spiega Cinzia Fiaccadori, la fondatrice di Eidos, che sottolinea quanto avere dei social coerenti con la propria immagine, coerenti tra loro, accurati nel linguaggio e nella scelte delle immagini rappresenti un aspetto fondamentale per trovare lavoro, specialmente nel mondo della comunicazione.

Cinque pratici consigli sul personal branding

  1. Essere consapevoli di se stessi e del proprio valore, senza però mai dare l’aria di volersi autopromuovere a ogni costo. Mostrare con discrezione i propri traguardi senza cedere mai alla vanità, ma sempre facendo trasparire il proprio lato umano.
  2. Promuovere gli altri. LinkedIn è sicuramente la piattaforma social più adatta. Questo principio risponde al detto “dare per ricevere”. Chi è in grado di valorizzare l’operato altrui viene percepita come una persona positiva e probabilmente molti di coloro che si sono sentiti apprezzati ricambieranno volentieri il favore.
  3. Chiedere a qualcun altro di sponsorizzarci. Se non riusciamo a scrivere fiumi di parole su noi stessi e i nostri progetti, possiamo chiedere a qualcuno che ha lavorato con noi di parlare del nostro operato. Anche qui LinkedIn è di grande aiuto, ma anche Facebook e Instagram possono darci una mano. Altrettanto può fare l’azienda per cui lavoriamo. Infatti se il nostro nome comparisse fra i credits di un progetto che abbiamo seguito potrebbe essere un buon modo per dimostrare il nostro valore e farci sentire parte di una realtà che ci apprezza e riconosce il nostro merito.
  4. Affidarsi allo storytelling emozionale. Non è necessario raccontare agli altri tutta la nostra vita, basta saper selezionare degli episodi salienti e su questi costruire uno storytelling che emozioni e coinvolga la community.
  5. Mantenere sempre la propria autenticità. Fare personal branding non significa mostrarci come dei supereroi infallibili. Siamo esseri umani e mostrare il nostro lato vulnerabile o raccontare una situazione che non è andata esattamente come avevamo previsto può giocare a nostro favore perché attira la simpatia e l’immedesimazione di chi ci segue.

EidosTweet: Fai di te stesso un brand di successo!